mercoledì, gennaio 25, 2006

Sacrificie

C’è un dolore gentile che bussa alla mia porta chiedendomi di entrare, ed io non posso negargli un posto caldo dove passare questi mesi freddi.
Certo, accogliere in casa un dolore vuol dire fare una scelta ben precisa, essere coraggiosa, essere capace di affrontarlo quando si sveglierà di notte e chiederà di me, di tenermi sveglia. Vuol dire essere pronta a dominarlo o a sottostare alla sua volontà: in fondo è un ospite e come tale va trattato.

Questo dolore gentile che bussa alla mia porta è armato di una lama, ed entrerà trafiggendomi. Si tratta di scegliere, se ferirmi e farlo entrare, tenermelo come compagno per un tempo che lui deciderà, o lasciarlo fuori e fingere di non sentire, fino a quando non sfonderà la mia porta ed entrerà senza che io possa oppormi.
Devo fare io la cosa giusta.

In fondo, mi ferirà subito, appena entrato, ed una volta dentro, sarà “uno di casa”, quasi un amico. E mentre io curerò la mia ferita, lui mi farà compagnia, mi aiuterà a scegliere la strada da seguire.
E così, sola con il mio nuovo inquilino, potrò anche tremare e sbattere i pugni, e nessuno mi vedrà. Potrò piangere e disperarmi, senza che nessuno se ne dispiaccia.
Va così il mondo.

Io sono amica del dolore. Ha un sapore che già conosco troppo bene. Tante volte negli ultimi tempi ho lasciato che trovasse rifugio nella mia casa, nel mio cuore.

Ma faccio la cosa giusta aprendo questa porta dove bussa la lama che mi ferirà. La cosa giusta per tutti, per chi sa e chi non può sapere, prendo io il coraggio di scegliere per prima, affinché il prossimo coraggioso abbia la strada già battuta.

Poi, assieme al mio amico dolore, ripercorrerò i luoghi conosciuti, affinché la ferita sia profonda al punto giusto.
Al 2006, come fosse un dio, immolerò i miei sentimenti, restando vuota e sola.
E niente chiederò d’impossibile per questo mio sacrificio, vorrei solo che tutto si trasformasse nell sorriso di un amico.

Apro la porta.
Benvenuto dolore, la mia casa è anche la tua.

Il mio dado è tratto. Ora, signori, fate i vostri giochi.

3 Comments:

Blogger Arancia Rossa said...

I grandi della storia provano dolore, i piccoli dei nostri giorni fanno finta di non sentirlo, nel mezzo ci sono coloro che si domandano se sia giusto provarlo.

8:43 AM  
Blogger Stefania said...

Benvenuto in mia casa - Casino Royale

S.

3:21 PM  
Blogger Nico Guzzi said...

Il dolore può essere una delle più importanti e fondamentali vie che portano alla crescita personale

6:52 PM  

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