martedì, dicembre 06, 2005

specchi come finestre

Il Genio uscì dalla lampada e la guardò. La Principessa fu basita. Non ricordava di averla strofinata, ma in verità semplicemente non sapeva che certe emozioni non si riescono a trattenere e certe volte volano via, andando a sfiorare una lampada senza che nessuno se ne accorga. Il Genio aveva le mani chiuse a pugno e i suoi soliti occhi dolci e severi. "Principessa, scegli un pugno, questo o questo?" "Questo" disse la Principessa indicandone uno. Il Genio strinse maggiormente l'altra mano e qualcosa sgusciò fuori e poi sparì (a qualcuno parve vedere brandelli di ragione). "Sei strana Principessa" disse il Genio mentre si guardava il pugno scelto dalla Principessa e che pulsava. "Perchè?" chiese lei, togliendosi una pezzetta nera dagli occhi e passandosela sulla bocca. "Ecco cosa hai scelto - rispose lui mostrando un cuore in cui sembrava esserci un piccolo universo - ed hai diritto ad un desiderio" La Principessa non parlava, con la pezzetta nera sulla bocca ad oscurarle le parole. "Cosa vuoi?" chiese ancora il Genio. Un animaletto mosse un po' la coda sul suo cuore, la Principessa si riscosse, la pezzetta nera cadde dalla bocca. "Almeno impediscile di farmi del male" rispose lei e si strinse le mani al petto. Nello specchio il suo riflesso la copiò.


Questa storiella è per il Lava:
La principessa sono io. Il Genio è lui. L'animaletto non si sa.